Dopo il ” rosso Valentino”, il “rosso Ferrari” e “Rosso Fiorentino”…

Settembre 29, 2007

…il rosso birmano. Sto seguendo con enorme interesse quello che sta accadendo laggiù, e devo dire che alcune cose lette in questi giorni sui giornali mi hanno fatto schiumare di rabbia. Lo so, sembrerà abbastanza banale e scontato dire che sono solidale con tutto il cuore, ma lo faccio comunque, scrivendo col colore delle tuniche dei monaci birmani che stanno protestando, rischiando la pelle per dei diritti fondamentali negati. Col massimo rispetto, dunque, anche se serve a poco. La foto qui sotto è tratta da repubblica .it

Non capisco come mai ma non mi riesce caricarlo, per cui ve lo linko.


Meglio informati o ignoranti?

Settembre 18, 2007

Mi dispiace tanto, proprio tanto, ma veramente tanto leggere il giornale oggi.

Mi tocca apprendere un mucchio di cose brutte.

Il testamento di Pavarotti divide la famiglia: è stato aperto anche il secondo testamento (ma quanti ne ha fatti?) e a quanto pare un bel patrimonio è destinato alla seconda moglie, suscitando le ire della prima moglie (di cui nemmeno so il nome).

Ma chissenefrega!  C H I S S E N E F R E G A A!

Sfiduciato proseguo nella mia occhiata sommaria alla prima pagina, e mi imbatto nel crollo in borsa di una banca inglese. Panico nei mercati, tutte le borse in perdita.

Maledetta economia, sei la rovina del mondo.

Ennesimo articolo di commento sul Vaffanculo Day e Beppe Grillo. Anche Prodi ci si mette : “Non sono Valium, mi sento sveglio come un Grillo”

Cazzo che battutona!  Gli dedicano pure troppa corda…basta!

Senza contare un altro articolo sull’effetto serra, che mi fa sentire ancora peggio, sapendo di essere un inquinatore.

Ed è a questo punto che, forse in modo struzzescamente stupido, mi vien voglia di nascondere la testa nella sabbia. Non voglio essere informato, non voglio sapere niente, non voglio sapere niente! Il dubbio, secondo cui poteva essere meglio vivere in un’epoca in cui il mondo appariva molto più grande di come ci sembra oggi, in cui si sapeva molto poco di quello che succedeva, è troppo forte. Chiudo il giornale e lo getto in un angolo, mentre ascolto le canzoni di Pete Seeger, un uomo che si è ritirato a vivere in una casa nel mezzo di una foresta, nascondendo la testa nella sabbia.


Cronaca di un disastro mancato (parte II)

Luglio 26, 2007

A grande richiesta (di ankou e quadrilatero), ecco a voi la seconda e ultima parte di “cronaca di un disastro mancato”…enjoy!

Non faccio in tempo a preoccuparmi che arriva come una fucilata:
“Mi parla dell’ozonolisi di un alchene?”
“Benissimo!” gli faccio, come se non aspettassi altro.
Benissimo mica tanto. E’ una reazione lunga, si formano e si disfano prodotti. Dipende poi da cosa aggiungo a fine reazione.
Ma mica posso farmi vedere incerto, Lui fiuta la paura. Come i cani.
Gli piazzo un alchene generico, sopra ci metto l’ozono, ma non come lo vuole lui.

“Mmmsi, l’ozono però non conviene scriverlo così…”

Non così?? E come lo vuole scritto? Sono tre ossigeni legati insieme, c’è poco da cambiare, oddio che faccio?

Mentre il panico si impossessa di me, con mano tremante afferro la cimosa e comincio a cancellare i legami tra gli ossigeni per riorganizzarli. Ripeterò quest’operazione altre tre volte, in preda a confusione totale.

“No no ma cosa fa? L’aveva scritto bene, in realtà, poteva andare anche così…”

E me lo dice adesso? Ma che vuole, dove vuole andare a parare? In che ginepraio mi trovo?

“Ma che tipo di reazione è questa?”

“Ehm si, insomma, dovrebbe trattarsi uhm di un tipo di ehm cicloaddizione 1,3 dipolare??”- lo scruto speranzoso.

“Esatto - annuisce vigorosamente - e quindi? Qual’è l’altra forma limite dell’ozono?”

Ho capito! (Scrivo)

“Ooooh, ecco, così…”

Sollevato, passo a descrivere il primo stadio di reazione, sentendomi un idiota per l’incredibile figura di merda fatta sull’ozono. Certo però che Lui, se mi avesse lasciato fare come dicevo io senza rompere sulla forma limite…

L’uditorio tace, attonito.

Il primo intermedio file via liscio liscio, scrivo il secondo. Flash.  Mi gratto la testa mentre fisso la lavagna, “così non va, c’è qualcosa che non torna!”

“Certo che non torna, si è dimenticato di scrivere un carbonio!

Lo aggiungo subito con aria esperta, dopodiché lo sbrano grazie alla mia assoluta padronanza del termine di reazione: cosa aggiungere per ottenere cosa, so tutto ed è come prima, parlo e disegno, sono più forte io.

“Bene, basta così, ce l’ha il libretto? Uscite tutti!”

Fuori dalla porta, aspettando il voto sono pacche sulla spalla, congratulazioni, commenti addirittura ammirati. Mi tocca schernirmi, minimizzare l’accaduto mentre il mio ego si espande fiero e forzuto per tutto il Dipartimento di Chimica.

L’orribile assistente, una signora dall’aspetto e dall’abbigliamento imbarazzanti mi fa cenno di rientrare.

“Ecco a lei, arrivederci!”- mi sorride addirittura allungandomi il libretto.

Cinguettante e felice me la batto, fischiettando per le scale “Let’s face the music and dance” nell’interpretazione di Fred Astaire.  In una giornata di sole, nessuno può bocciarmi.


Non pensavo potesse esistere…

Luglio 17, 2007

…e invece eccolo qua.

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Cazzeggiando per la rete ne sono venuto a conoscenza e adesso posso rispondere al post di ankou6:

ebbene si, il lavoro che non usura (almeno mentalmente, dal punto di vista fisico è un altro paio di maniche) esiste, l’ha inventato la Durex (nota marca di preservativi) e i posti disponibili sono duecento: collaudatore di preservativi.

Proprio così, la Durex è alla ricerca di “esperti” in grado di testare sul campo la qualità dei prodotti.

Per candidarsi bisogna iscriversi sul sito e indicare la motivazione personale per questo ruolo, oltre ad essere residenti in Australia.

La spiegazione più convincente ed originale si aggiudica un bonus di 1000 dollari.

Lo stipendio consiste però in una fornitura di preservativi di ogni tipo da testare come e quando si vuole. Niente compenso economico insomma.

Rimane un dubbio però: la Durex mette a disposizione qualche signorina per aiutare il collaudatore oppure no??

Non si capisce, ma il lavoro perfetto potrebbe anche essere simile a questo…


Piero Ricca censurato!

Luglio 10, 2007

Un altro giorno triste per la democrazia italiana. 

 C’era da aspettarselo, la scomodità di Piero Ricca gli si è ritorta contro. Vi posto questo commento ad uno dei post del suo blog.

SITO BLOCCATO DALLA FINANZA

Sono Piero Ricca.

CARI AMICI, NON POSSO AGGIORNARE IL BLOG. Mi è stato chiuso con atto della procura di Roma, un “sequestro preventivo” notificatomi alle 14,00 di oggi da due agenti della guardia di finanza del “nucleo speciale contro le frodi telematiche”, venuti da Roma. Il sequestro proviene da una querela per diffamazione presentta da Emilio Fede nei miei confronti per la famosa contestazione al circolo della stampa. Con il medesimo provedimento hanno cancellato un mio post relativo alla vicenda Fede e i commenti in calce. Non hanno potuto, per motivi tecnici, togliere il video da youtube.
Naturalmente farò immediata richiesta di disequestro. Intanto posso solo scrivere queste righe in questa sede. Fra poco manderò un comunicato ai siti amici, e vi chiedo fin d’ora di farlo girare.
Con Fede ce la vedremo in tribunale, magari davanti a uno dei magistrati diffamati e spiati negli anni del governo del suo datore di lavoro.
E continueremo a criticare lui e i suoi simili sulla pubblica piazza, in nuove manifestazioni di dissenso.
Nessuno riuscirà a sequestrare la libertà di espressione, mia e degli amici di Qui Milano Libera e del blog: questo è certo.
Grazie a tutti. A presto, Piero

Ecco il video con Fede a cui si fa riferimento nel commento, non è ancora stato oscurato, nonostante sia stata fatta esplicita richiesta.

Stasera mi sento male, loro hanno segnato un altro punto.